Overview

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Performance and Problem Resolution

Practical performanceCristian Molaro, DB2 Independent Specialist and IBM Gold Consultant

Distributed Connectivity

Un database distribuito è un database che non è del tutto memorizzato in un unico luogo fisico, bensì si disperde in una rete di computer interconnessi. Esso può essere visto come un oggetto virtuale in una rete, consistente in database in luoghi fisicamente separati, gestiti da una varietà di diversi DBMS, su hardware e sistemi operativi eterogenei e utilizzando una varietà di reti di comunicazione, ma fornendo un’unica  immagine di database all’utente.
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DB2 10 for z/OS – Cut Cost & Improve Performance

Il DB2 10 per z/OS è un enorme passo avanti nella tecnologia di database a causa dei suoi miglioramenti nelle prestazioni, scalabilità, disponibilità, sicurezza e integrazione applicativa. La sua tecnologia fornisce un chiaro vantaggio competitivo attraverso i suoi continui miglioramenti in SQL, XML e attraverso l’integrazione di funzionalità di business intelligence.

Il DB2 10 sfrutta i recenti progressi nella tecnologia dei chip, dispositivi di archiviazione e capacità di memoria attraverso lo sfruttamento esteso dell’architettura System z a 64-bit per ridurre la richiesta di CPU, migliorare le prestazionie ridurre potenzialmente e drasticamente il totale dei costi di gestione.

La riduzione della CPU del DB2 10 è stata accolta con interesse in tutto il mondo spingendo le Aziende a sfruttare qualsiasi fattore e miglioramento per modificare la propria linea di riferimento/misurazione.

I test iniziali in DB2 10 hanno mostrato miglioramenti del tempo di esecuzione riducendo il consumo della CPU fino al 5-20%. Inoltre il DB2 10 può gestire da cinque a dieci volte più utenti simultanei, fino ad arrivare a 20.000, fornendo rilevanti miglioramenti nella capacità, scalabilità e migliori prestazioni complessive per ogni tipo di applicazione.

Capacità, scalabilità e prestazioni continuano ad essere i punti di forza di DB2 per z/OS attraverso il pieno sfruttamento dell’architettura System z a 64 bit, miglioramenti DB2 come una minor durata dell’elaborazione sfruttando la tecnologia dei dischi a stato solido, in memory workfile, index insert parallelism improvements e better SQL/XML access-paths, forniscono una notevole riduzione dei costi e della CPU e miglioramenti delle prestazioni senza dover apportare modifiche alle applicazioni.

Il DB2 è continuamente disponibile poiché è aumentata la possibilità di modificare parametri on-line, più utilities possono girare contemporaneamente ed è più facile la gestione dei processi. Il DB2 10 è sempre disponibile, anche quando le modifiche al database sono in corso, le transazioni continuano a essere elaborate. Queste nuove funzionalità di modifica al database combinate con le nuove possibilità per l’esecuzione delle utilities in parallelo consentono di rendere la finestra di elaborazione e manutenzione sempre più piccola.

Gli aspetti della sicurezza, la conformità alle normative e i miglioramenti delle capacità di controllo sono inclusi nel DB2 10. E’ aumentata la sicurezza del DB2 10 poiché è esteso il modello basato sui ruoli introdotto nel DB2 9. Il DB2 10 consente una maggiore granularità per le autorizzazioni al fine di consentire l’accesso ai dati separato dal tipo di domanda, database e sistema. Il DB2 10 fornisce la flessibilità di amministrazione per specifiche impostazioni del ruolo di sicurezza al fine di prevenire l’esposizione di accesso ai dati da applicazioni non autorizzate o da altri amministratori. Tale modello di sicurezza basato sul ruolo combinato tra LBAC (label-based) e RCAC (controllo di accesso di colonna e mascheramento) oppure dalla crittografia delle informazioni più sensibili rendono l’intero ambiente di database più sicuro per il business aziendale. Tutte queste caratteristiche offrono controlli più severi e permettono una maggiore flessibilità di sicurezza fornendo enormi possibilità di auditing.

Migliora l’integrazione e la portabilità di applicazioni SQL e XML. Questo miglioramento consente di avvicinare le applicazioni DB2 con altre applicazioni di altri vendor. Nuovi miglioramenti riguardano la gestione dei timestamp con i fusi orari e la precisione dei timestamp fino al pico-secondo. Quest’aspetto è importante per quelle aziende che operano in situazioni internazionali (per esempio le banche).

La gestione delle versioni dei dati tra le tabelle correnti e i dati delle tabelle storiche è disponibile anche con il DB2 10. Tale gestione fornisce la flessibilità per migrare i dati operativi correnti in una tabella di dati storici basata su periodi temporali. Ciò consente di migliorare le prestazioni di un’applicazione operativa, mantenendo i dati storici disponibili per eventuale audit.

Anche le capacità di data-warehousing e di business intelligence dei dati sono ora costruite direttamente nel DB2 10 attraverso le nuove funzionalità di tabelle temporali e la capacità di SQL per il calcolo multiimensionale (OLAP) moving sums, averages e aggregates.

Il DB2 10 offre miglioramenti efficaci per quanto riguarda la gestione degli XML, migliorando la flessibilità delle applicazioni, l’usabilità e le prestazioni. Attraverso la capacità di sostituire, cancellare o inserire i nodi del documento XML, di gestire multiple versioni degli XML schema documents e di utilizzare il formato XML binario pre-token, il DB2 10 fornisce una serie di importanti prestazioni di XML e miglioramenti di gestione.

Nuovi miglioramenti riguardano le utilities: supporto dei data types “date” e “time”, supporto di parametro XML all’interno di funzioni e procedure SQL consentono una maggiore flessibilità di applicazione per utilizzare XML all’interno qualsiasi soluzione di architettura applicativa.

Il DB2 10 per z/OS offre prestazioni, scalabilità, disponibilità e sicurezza migliorando l’integrazione tra le applicazioni. Riducendo i costi e avvalendosi di una tecnologia superiore, il prodotto IBM DB2 10 resta il leader tecnologico e il migliore database da scegliere per oggi e domani.

LEGGI IL DOCUMENTO COMPLETO: db2_10_for_zos_reduce_costs

La Denormalizzazione

DENORMALIZZARE E’ UN CONSIGLIO DISCUTIBILE PRESUPPOSTI ERRATI PORTANO A FALSI VANTAGGI

Molto spesso si sente pronunciare la seguente frase: “Normalizzate a livello logico, ma denormalizzate a livello fisico. Quando le strutture dati sono denormalizzate è possibile soddisfare una richiesta SQL usando molto meno I/O fisico di quanto sarebbe altrimenti necessario”.

Alla base di questa affermazione vi sono presupposti sbagliati.

Infatti per quanto possa essere appropriato denormalizzare in certe situazioni, coloro che seguissero ciecamente il consiglio, molto probabilmente otterrebbero una Banca Dati poco efficiente.

Vediamo quali sono i presupposti sbagliati e quale è invece la realtà.

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SQL Replication

dproprLa replica è la copia dei dati da un luogo ad un altro. I dati possono essere estratti da programmi, trasportati in un altro luogo, e successivamente caricati nell’ambiente di ricezione. Un’alternativa più efficiente è quella di estrarre solo le modifiche dall’ultimo ciclo di lavorazione e trasportare / applicare le modifichee nell’ambiente ricevente. I dati possono essere filtrati e trasformati durante la replica. Nella maggior parte dei casi, la replica non deve interferire con le applicazioni esistenti e deve avere un impatto minimo sui sistemi di produzione. I processi di replica devono essere gestiti e monitorati.

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Business Intelligence

La gran parte del patrimonio di conoscenza di un’Azienda è contenuto, in forma strutturata, nelle basi dati relazionali. Tuttavia, la struttura dati di un modello relazionale, essendo ottimizzata per l’esecuzione di transazioni, non si presta per l’esecuzione di operazioni di analisi ed interpretazione e nemmeno ad accessi da parte di utenti poco esperti. Per supplire a tale esigenza e consentire alle Aziende di sfruttare il proprio patrimonio di informazioni in vista di decisioni strategiche, sono stati messi a punto numerosi strumenti con caratteristiche sempre più articolate, che sono globalmente conosciuti come Business Intelligence, On-line Analitycal Processing, Data Warehousing.

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Basic SQL

Performance Update – (part 1-2) – Akira Shibamiya – IBM

Il Linguaggio SQL

L’SQL è un linguaggio standard per fare interrogazioni e aggiornamenti di DBMS, sia centralizzati che ad architettura client server. Il suo nome originale era SEQUEL, in alternativa a SQUARE (Specifyng QUeries As Relational Expression). L’acronimo iniziale significava Structured English Query Language. Successivamente la parola English è stata eliminata e si arrivò all’attuale SQL (Structured Query Language). L’SQL fornisce un’interfaccia utente completa verso un ambiente relazionale ed è capace di rendere disponibili le seguenti funzioni:

• data definition
• data retrieval
• data modification
• data control and security

Pertanto, il linguaggio fornisce tutti gli strumenti necessari per creare e mantenere una base dati relazionale.

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I Sistemi di Dati

I Sistemi di Gestione di Base Dati

La Denormalizzazione

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